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Oh fregna amena imago,
d'ogni piacer regina;
tuo il piacer più vago,
tüa tutta la bontà.
A te, dolce vagina,
io ogni soldo pago,
per aver te vicina
unica felicità.
Note sull'Autore:
Andrea de Vercellis è sicuramente il poeta più significativo ed evocativo di
emozioni di tutto il 900 italiano (e forse mitteleuropeo) ma proprio per
questo la sua vita è stata difficile, breve e disperata come spesso capita ai veri e grandi artisti.
All'inizio della sua carriera poetica usava scrivere versi e poesia
estemporanee e donarle ad amici e conoscenti (che non sempre apprezzavano
molto la cosa) ma se il suo narcismo poteva esserne turbato, la serenità
fisica del DeVercelli godeva di una tranquillità e sicurezza borghese che il successo che arrivò gli tolse e lui avrebbe rimpiangere negli anni maturi della sua vita.
Appena la fama del DeVercellis fu cresciuta infatti tutti i suoi migliori
amici (e quindi creditori del Nostro) pensarono di poter finalmente
appianare i conti economico e magari guadagnarci qualcosa: fu così che
rapirono il DeVercellis e lo segregarono a pane ed acqua in una cantina
costringendolo a sfornare almeno 23 odi al giorno (una all'ora, piu un'ora
di sonno); la letteratuta sarà sempre debitrice verso quersto gruppo di
persone che spinse il grande poeta ad una febbrile creatività, ma non così si può dire del DeVercellis, che appena ne ebbe occasione fuggì dalla reclusione produttiva cui lo avevano condannato.
Il gruppo di Amici del DeVercellis non si dette per vinto, e conoscendo
l'ignavia del DeVercellis, propose di guadagnare sui suoi lavori (la cui
maggioranza era detenuta da loro) facendone lievitare il prezzo attraverso
la soppressione del Nostro.
Venne quindi lanciata una specie di Fatwa e il povero poeta da allora vive
in incognito errando di citta' in città, dal suo ultimo nascondiglio, da un
internet caffé*,
il Nostro ci ha inviato la sua ultima poesìa che noi prestamente
pubblichiamo qui all'inizio di questo post. |