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Cagare pallido e assorto
(sui versi di Meriggiare pallido assorto)
Cagare pallido e assorto
presso un privato cesso sporco,
ascoltare tra i peti e gli squizzi
gocciolii e tonfi di merda e urine.
Nelle crepe del muro e sui mattoni
spiare l'opera di quel muratore
che tanto amore mise nel lavoro
che or mi consente di cagar da solo
Pensare che tutti al mondo caga
ma caga meglio sol chi paga.
Ma annusando l'odore che attanaglia
capir con triste meraviglia
come tutta la cagata e il suo travaglio
è comunque sempre ovunque una battaglia
che ha in premio un cesso pieno di poltiglia.
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